Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > incesto > Veronica Segreti in Famiglia #21
incesto

Veronica Segreti in Famiglia #21


di Membro VIP di Annunci69.it Efabilandia
15.05.2026    |    5.097    |    2 9.9
"Marco quando tornava, ci guardava con desiderio represso, ammirando le mie gambe nude, il seno di Laura che premeva contro la canotta per lui quel seno era una calamita..."
In casa nuova l’aria sapeva sempre di fresco, di quel misto di legno chiaro e lenzuola appena stirate che si mescolava al profumo dolce di vaniglia del diffusore che Laura aveva voluto a tutti i costi. Era la nostra tana, un nido di tre anime che si stavano lentamente intrecciando in modi che nessuno di noi aveva previsto. Io, Veronica, diciannove anni appena compiuti, mi sentivo viva come non mai. Il cuore mi batteva forte ogni volta che incrociavo lo sguardo di Laura, complice e calda, mentre Marco, il cugino silenzioso, tornava tardi dal lavoro, esausto, con la cravatta allentata e gli occhi che mi cercavano di nascosto.
La convivenza aveva creato equilibri delicati. Marco usciva presto, il caffè ancora caldo sul tavolo, lasciando dietro di sé solo il rumore della porta che si chiudeva piano. Io e Laura restavamo spesso sole fino al pomeriggio inoltrato. E in quei momenti la casa diventava nostra. Giravamo in mutande e magliette larghe, i piedi nudi sul parquet caldo, ridendo per niente. Laura aveva un corpo morbido, generoso, con seni pieni che tendevano la stoffa leggera delle sue canotte. Io mi sentivo esile accanto a lei, ma quando mi guardava, mi sentivo la ragazza più desiderata del mondo.
Quella mattina Marco era uscito all’alba. Il sole filtrava dalle tende bianche, tingendo la stanza di un oro pallido. Dormivo ancora quando sentii il materasso cedere. Il respiro caldo di Laura mi sfiorò le cosce. Aprii gli occhi appena, tra il dormiveglia, e il mondo era ancora ovattato. Poi la sua lingua, calda, bagnata, scostò la mia mutandina di cotone bianco e si infilò lenta tra le labbra della mia fica.
«Mmmh…» mormorai, la voce impastata di sonno. Un brivido mi corse lungo la schiena. La sensazione era divina: la lingua di Laura che scivolava dentro di me, lenta, profonda, assaporando ogni goccia della mia eccitazione mattutina. Ma la mia vescica era piena, gonfia, e quel piacere si mescolava a una pressione insistente che non mi lasciava godere del tutto. Eppure non volevo che smettesse. Le mie dita si infilarono tra i suoi capelli castani, stringendo piano.
«Laura… amore…» sussurrai.
Lei alzò appena lo sguardo, gli occhi verdi carichi di desiderio, e continuò a leccarmi con devozione, il suono umido della sua lingua che riempiva la stanza silenziosa. Il profumo della mia fica si mescolava al suo respiro caldo. Ma alla fine non resistetti.
«Devo… devo andare in bagno» mormorai, arrossendo.
Laura si scostò con un sorrisetto malizioso. Mi alzai, le gambe un po’ tremanti, la maglietta oversize che mi arrivava a metà coscia. Attraversai il corridoio a piedi nudi, il parquet fresco sotto le piante. In bagno la luce era morbida, filtrata dalla finestra opaca. Mi abbassai le mutandine bianche e stavo per sedermi quando Laura entrò, silenziosa come un gatto.
Mi sorrise, bella da togliere il fiato nella sua canotta nera aderente e gli slip di pizzo. «Dammi un attimo amore e vengo da te» dissi, imbarazzata, mentre mi sedevo.
Ma lei non si mosse. Si avvicinò, mi prese il viso tra le mani e mi baciò. La sua lingua entrò nella mia bocca con dolcezza famelica, calda, umida. Poi la sua mano scivolò tra le mie cosce aperte.
«Falla ora» mi sussurrò all’orecchio, la voce roca. «Falla sulla mia mano, Veronica.»
Il cuore mi esplose nel petto. Imbarazzo, vergogna, eccitazione. Una tempesta. Provai, ma il mio corpo si bloccava. La mano di Laura era lì, calda, premuta contro la mia fica gonfia. Mi baciò di nuovo, più profondo. «Dai amore… falla. Lasciati andare.»
Le sue dita mi accarezzavano piano. Poi, con un gesto lento, mi alzò la maglietta e la sua bocca avvolse il mio capezzolo destro. Succhiò forte, la lingua che girava intorno alla punta dura. Un lampo di piacere mi attraversò. La vescica pulsava. Sentii le prime gocce calde uscire, bagnarle le dita.
«Oh cazzo…» gemetti, sorpresa da quanto mi eccitasse.
Laura mugolò contro il mio seno, succhiando più forte. E io mi lasciai andare. Il getto caldo della mia pipì uscì lento all’inizio, poi più forte, bagnando la sua mano, scivolando tra le sue dita. Il suono liquido riempiva il bagno, caldo, proibito. L’odore leggero, intimo, si mescolava al profumo della nostra eccitazione. Venni quasi subito, seduta sul vaso, scossa da spasmi violenti. La mano di Laura lasciò la mia fica solo per masturbarmi il clitoride con frenesia, veloce, bagnato.
«Ahhh! Laura!» urlai, tremando, mentre schizzavo ancora e ancora sulla sua mano, un orgasmo lungo, bagnato, liberatorio.
Quando finii, lei mi guardò negli occhi, le pupille dilatate. «Amore, sei una grande pisciona. La prossima volta voglio leccartela tutta.»
Sorrisi, ancora ansimante, il cuore che batteva come un tamburo. «Allora fallo adesso.» Mi spostai sul bordo del vaso, le gambe aperte, la fica ancora gocciolante di pipì e di me.
Laura non esitò. Si inginocchiò, la testa tra le mie cosce, e la sua lingua calda iniziò a leccarmi. Sapore salato, intimo, mescolato al mio orgasmo. Leccava tutto, avida, succhiando il clitoride, infilando la lingua dentro. I rumori erano osceni e bellissimi: il suo succhiare, i miei gemiti bassi, il respiro affannato.
Ci spostammo nella vasca da bagno, nude, i corpi bagnati di sudore e desiderio. La luce del mattino colorava la ceramica di riflessi perlacei. Partì una playlist dal mio telefono: Lover’s Eyes di Mumford & Sons, lenta, folk, sensuale. Le corde della chitarra riempivano l’aria mentre ci mettevamo in 69. La mia lingua affondò nella fica di Laura, dolce, bagnata, assaporando ogni goccia. Lei gemette contro di me, e sentii le sue dita, poi tutta la mano, che spingeva lenta dentro la mia fica, aprendomi, sfondandomi.
«Cazzo… sì…» mormorai sulla sua fica, leccando più forte.
Il suo pugno mi riempiva, lento ma deciso. Venni di nuovo, violentemente, tremando contro la sua faccia. E Laura, presa dal piacere ebbe un forte orgasmo, e subito dopo cominciò a pisciare. Il getto caldo mi colpì la bocca, la faccia. Rimasi sorpresa, ma l’orgasmo mi rendeva ebbra. Aprii la bocca, leccai la sua fica mentre la sua pipì mi riempiva la lingua, calda, salata, intima. La bevvi, gemendo, mentre lei tremava in un orgasmo lunghissimo.
Ci abbracciammo dopo, bagnate, esauste, nella vasca. I nostri corpi nudi sotto la luce morbida. «La prossima volta ti farò bere anche tu la mia pipì profumata» le sussurrai, baciandole il collo.
Laura sorrise, accarezzandomi i capelli facendo un cenno di assenso con la testa poi mi guardò negli occhi. «E Marco?» chiese piano.
Restai in silenzio poi le confessai l’episodio in macchina, la mano di Marco sul mio corpo fino al pompino che gli avevo fatto, ma non andai oltre. Non potevo rivelare il mio segreto incestuoso con papà Mauro. Mi vergognavo, eppure il ricordo mi fece bagnare di nuovo. Laura capì qualcosa, ma non insistette. Fece solo qualche commento caldo su quanto Marco fosse carino, su come i suoi occhi mi seguissero.
«Questo fine settimana invitiamo Silvio» dissi io, rilanciando. «Marco non ci sarà. Lo trasformiamo in femmina, amore. Voglio vederlo così.»
Laura annuì, eccitata. Passammo la mattina a pianificare tutto. Ceretta completa, foto da mandare. Due clisteri al giorno. Plug di metallo nel culo. Comprammo online anche una gabbietta rosa di plastica per il suo cazzo timido e una crema per fisting anale. Decidemmo che avrebbe scritto Laura il messaggio a Silvio: «Ciao come stai ti va di venire a trovarci a casa nuova Sabato sera?»
Non ci fu risposta, per oltre un ora tutto tacque e noi pensammo che si fosse seccato di questo gioco. Alla fine arrivo la sua risposta, entusiasta. Laura sorpresa più dal ritardo che dalla risposta replica: «Bene ‘Silvia’ ma sappi che ci sono delle condizioni prima che vieni ti senti pronta?»
«Sono pronta». Adorai quella risposta al femminile e la mia mente foce pensieri estremi.
Il cuore mi batteva forte. Immaginavo Silvio, il mio fidanzatino timido, trasformato, sottomesso. L’eccitazione mi bagnava ancora la fica mentre preparavamo il pranzo, nude in cucina, la musica di Hozier che suonava bassa dallo speaker. L’odore di basilico fresco e olio d’oliva si mescolava al profumo delle nostre pelli.
Nei giorni seguenti la complicità tra me e Laura crebbe ancora ed ogni mattina Laura mandava istruzioni precise a Silvia. La mattina, quando Marco usciva lei, mi svegliava con la lingua. Marco quando tornava, ci guardava con desiderio represso, ammirando le mie gambe nude, il seno di Laura che premeva contro la canotta per lui quel seno era una calamita. Non diceva niente, ma i suoi occhi parlavano.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.9
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Veronica Segreti in Famiglia #21:

Altri Racconti Erotici in incesto:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni